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[Prima del 1992] Possiamo trovare le tracce dei futuri Jesters sui banchi del liceo di Telese Terme, quando il piccolo Jack ed il pargolo Venero dopo aver suonato per lungo tempo rovinando matrimoni e feste private, decidono di studiare il Jazz(!). Jack il contrabbasso, Venero la chitarra (una Gibson ES175 fiammante). Siamo nell'86-'87 o giù di lì, mentre il Venero jetta 'o sanghe sullo strumento, le Lezioni di Jack sono ispirate dal celebre Barbera di Castelvenere. E la musica diventa filosofia, la filosofia poesia e la poesia... 'mbriachìa. Questi due loschi figuri, nella speranza di formare un gruppo, provano vari batteristi e, alla fine, fu Max Maresta che gli calzò a pennello. Max proveniva da un background progressive, da una concezione di modern drumming ma soprattutto da impressionanti maratone a tavola, tra cannelloni e profitteroles che avevano fatto di lui uno spettacolo della natura: centocinquanta chilogrammi di potenza ritmica. Il drummer, crescendo, però, sentiva il peso di una situazione in cui le fanciulle ti guardano come il Drago di Komodo. Sentiva il peso della solitudine e della sua mano destra insistentemente diretta verso Sud. E allora, vendetta! Palestra e dieta, dieta e palestra e diventò ... 'u cchiù bell'e tutt' e quatt'! E proprio Max intorno al 1992 D.C. sarà il talent scout di Kato, in arte Fulvio Esposito, il cantante del gruppo che da allora in poi si chiamerà The Jesters.
Capitolo I
: "Tracce di Jester"
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV